Obama parla di extraterrestri in un podcast: “Sono reali”. Poi chiarisce su Instagram. Ecco cosa ha davvero detto e perché ha fatto discutere.
Barack Obama torna a far parlare di sé, questa volta non per la politica interna americana o per un passaggio internazionale delicato, ma per una frase pronunciata durante un podcast che ha immediatamente acceso la curiosità – e, inevitabilmente, anche una certa dose di fantasia collettiva.

Ospite del podcast di Brian Tyler Cohen, creator statunitense noto per le sue interviste a figure politiche di primo piano, l’ex presidente degli Stati Uniti si è trovato davanti a una domanda tanto semplice quanto potenzialmente esplosiva: “Gli extraterrestri sono reali?”
La risposta è stata secca, quasi spiazzante per la sua immediatezza: “Sono reali, ma io non li ho visti, e non sono rinchiusi nell’Area 51, non esiste alcuna installazione sotterranea. A meno che non ci sia un’enorme cospirazione e la cosa venga nascosta al presidente degli Stati Uniti.”
Una battuta? Un’affermazione seria? Una risposta ironica? Il tono di Obama, come spesso accade, si muove su un equilibrio sottile tra pragmatismo e leggerezza. Ed è proprio questo equilibrio ad aver generato il dibattito.
La rivelazione shock seguita da un immediato passo indietro
Le parole pronunciate nel podcast hanno fatto rapidamente il giro dei social, alimentando interpretazioni di ogni tipo. Così, a stretto giro, Obama ha scelto di intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue dichiarazioni.
Il punto, ha spiegato, è puramente statistico: l’universo è talmente vasto che la probabilità dell’esistenza di altre forme di vita è alta. Non si tratta di rivelazioni segrete né di informazioni riservate, ma di una considerazione logica condivisa da larga parte della comunità scientifica.
Allo stesso tempo, l’ex presidente ha sottolineato un altro aspetto fondamentale: le distanze tra i sistemi solari sono così immense da rendere estremamente basse le probabilità che eventuali civiltà aliene abbiano raggiunto la Terra. E ha aggiunto, in modo inequivocabile, che durante la sua presidenza non ha visto alcuna prova di contatti extraterrestri. “Davvero”, ha rimarcato.
Tradotto: possibilità teorica sì, evidenze concrete no.
Il silenzio del conduttore ha però scatenato i cospirazionisti
Un altro elemento che ha colpito molti spettatori è stato il fatto che Brian Tyler Cohen non abbia insistito con ulteriori domande. Nessuna controreplica, nessun approfondimento immediato. Una scelta editoriale, probabilmente, per non trasformare l’intervista in un terreno scivoloso dominato dalla speculazione.
Questo, però, non ha impedito che sui social si aprisse una discussione: perché non incalzare? Perché non chiedere di più? La risposta, forse, è più semplice di quanto sembri. Obama non stava rivelando segreti, ma formulando una considerazione razionale che molti scienziati condividono: in un universo potenzialmente infinito, l’ipotesi della vita altrove è plausibile; l’ipotesi del contatto diretto, allo stato attuale delle conoscenze, no.
Il resto appartiene al terreno, sempre fertile, delle teorie del complotto. Area 51, basi sotterranee, informazioni nascoste ai presidenti stessi: elementi narrativi che funzionano benissimo nell’immaginario collettivo, ma che – almeno finora – non trovano conferme scientifiche.
Alla fine, più che una rivelazione, quella di Obama è stata una presa di posizione logica. Nessuna prova di visite aliene, nessuna conferma di contatti segreti. Solo un richiamo alla vastità dell’universo e alla prudenza del metodo scientifico. E forse è proprio questo il punto che vale la pena sottolineare: tra curiosità e suggestione, resta sempre la necessità di distinguere ciò che è possibile da ciò che è dimostrato.





